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Il Contratto di Ricollocazione in Sardegna

Il Contratto di Ricollocazione è un recente strumento di politica attiva disegnato a livello nazionale e realizzato in via sperimentale in alcune regioni. Il suo obiettivo è quello di favorire il reinserimento lavorativo dei disoccupati attraverso una serie di servizi mirati che possono prevedere anche percorsi di formazione professionale. Il Contratto di Ricollocazione ha tra i punti maggiormente innovativi l’applicazione più stringente del principio di condizionalità (secondo la quale un percettore di sussidio vi ha diritto solo se si attiva veramente per trovare un nuovo lavoro) e, come per alcune esperienze immediatamente precedenti, il coinvolgimento del settore privato nell’erogazione dei servizi. Per incentivare i soggetti erogatori a perseguire il concreto obiettivo dell’occupazione il sistema retributivo prevede che essi ricevano un compenso contenuto per i servizi erogati, con un premio più corposo nel caso in cui i loro utenti trovino un lavoro. Infine, per favorire il reinserimento dei lavoratori meno occupabili il compenso ai soggetti erogatori cresce con la debolezza del lavoratore servito.

La Regione Sardegna è stata una delle prime Regioni ad avviare la sperimentazione del Contratto di Ricollocazione. L’intervento, realizzato tra 2016 e 2017, si rivolge ai disoccupati ex percettori dell’indennità di mobilità in deroga (in larga misura persone che percepiscono sussidi da numerosi anni). L’ASVAPP ha ricevuto dalla Regione l’incarico di valutare l’efficacia dell’intervento nel ricollocare i disoccupati coinvolti. Il secondo obiettivo della valutazione è verificare in che misura il sistema retributivo differenziale favorisce l’inserimento lavorativo dei disoccupati più deboli.